Se è vero che un blog è un diario, chi più degli studenti ne utilizza uno? Blogstudenti nasce per dare agli studenti di ogni età una piattaforma comune, condivisa e condivisibile di discussione e confronto su tutti i temi che riguardano l'istruzione e la formazione. Continua..

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Curiosando sul tema del “Cosa penseranno mai i cervelloni businessman su Second Life!?”, ho trovato un’interessante testimonianza portata da uno studente di un MBA, su questo blog, pubblicato anche sul sito MBAassociation.org. Ovviamente, tutto materiale anglofono! Quindi, ho provato a sintetizzarne i contenuti nella mia lingua romanza preferita! In caso di errori, non esitate ad informarmi :)

L’uso di Second Life (SL) per scopi di Pubbliche Relazioni e di Marketing è difficile da giustificare, e molte università hanno fallito miserabilmente, ma restano alcuni vantaggi nell’uso di mondi virtuali per la ricerca accademica e per scopi educativi/scolastici.

“La mia attrazione verso SL”, scrive il blogger, “in quanto studente MBA, è motivata dal fatto che SL è connotato da alcune caratteristiche difficili da rinvenire altrove”:

(a) Una sana, funzionante e crescente economia virtuale (mercati finanziari, compratori e venditori),

(b) Una base di utenti la cui demografia è diversa da ciò che si può trovare altrove

(c) Un mondo virtuale nel quale è possibile interagire in 3 dimensioni

Queste caratteristiche implicano l’esistenza di opportunità educative: almeno entro le aree di marketing, entrepreneurship, ricerca del valore, investimenti e innovazioni di prodotto.

Per esempio, come frequentante di un corso di Finanza, io sarei felice di fare un coursework in tempo reale, in un mondo virtuale che mi permetta di impostare i miei titoli di scambio, o la mia personale società di brokeraggio e dove i risultati ultimi sono definiti da consumatori reali (celati dietro avatar virtuali).

Similmente, per l’innovazione di prodotto, potrebbe essere interessante costruire un prodotto virtuale che si vende, e vedere come le vendite possono essere manipolate, utilizzando diverse tecniche di marketing.

Il corso di MBA, dello studente, prevedeva un periodo di Markstrat (software di simulazione di marketing strategico) – durante tale sessione, vari team hanno gestito compagnie virtuali vendendo prodotti. Per mezzo del marketing e di diverse strategie di prodotto, si è arrivati a determinare le vendite, e i profitti. Tutto ciò, con un software noioso, e molto costoso (Markstrat).

La stessa cosa si sarebbe potuta fare ugualmente, su SL, interagendo con un mercato completamente reale. Senza contare che sarebbe una esperienza molto più istruttiva per gli studenti, dato che lo scopo finale dei corsi è quello di interagire con persone reali (anche se avatar virtuali) piuttosto che programmaticamente con dei pre-determinati algoritmi fintisi consumatori.

Questa è solo un’idea, ma quante potenzialità implica un software come SL? Io, personalmente, navigandovi 30 minuti, ho trovato una decina di “isole” che vendono (a prezzi irrisori, rispetto alla concorrenza “hardware”) corsi di lingua straniera, con sessioni di studio 1 vs 1, con insegnanti madrelingua. SecondLifeEnglish.com ne è un esempio.

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Un interessante post, edito da TheUniversityBlog.co.uk, ha affrontato l’annoso tema di “come dovrebbe essere intesa l’università dagli studenti?“. Per i meno ferrati con l’inglese, ho pensato di riproporre le argomentazioni che ne emergono.
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Corsi di corteggiamento all’Università

di matteo · pubblicato il 14 Gen 2009
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Lezioni per avere dei flirt con una ragazza e come divertirsi alle feste. La novità arriva dalla Germania, precisamente da Berlino.

Pensate alle ragazze. O ai ragazzi. E lasciate in pace ogni tanto quel computer. Diversamente, niente Master in Information Technology all’Università di Potsdam, vicino a Berlino. Ingegneri che non sanno corteggiare rendono meno, sul lungo periodo, di quelli con una vita a 360 gradi, non solo Rete e tecnologie. È in un certo senso il tramonto del Nord, tutto computer e problemi di socializzazione.

L’università di Potsdam ha deciso di introdurre nel programma per il Master dedicato a Ingegneri IT una serie di materie che non si possono studiare e approfondire sul Web, ma solo sul campo. Corteggiamento, “flirting” come materia obbligatoria. L’insegnamento per i 440 studenti, uomini e donne, consiste in corsi di scrittura di messaggi amorosi, online oppure su carta. Comportamento sciolto durante un party. Resistenza alla tentazione di fuggire e tornare davanti al computer quando lei o lui dicono di no: occorre perseverare. Insomma, lezioni per stabilire un rapporto equilibrato con la Rete e il laptop: non sono coperte di Linus.

Il corso va anche oltre la flirting-art: ci saranno insegnamenti di body-language, utili anche solo per raddrizzare la spina dorsale a molti Nerd, di stress-management e verranno impartite lezioni di tecnica del linguaggio in pubblico. «Vogliamo preparare i nostri studenti con le competenze sociali che servono per avere successo sia nella vita privata sia in quella di lavoro», ha detto un portavoce dell’Università all’agenzia Reuters. Per molti studenti – è il sottinteso – si tratta di capire che non a tutte le ragazze interessa necessariamente discutere di quanto sia larga la banda.

Fonte: Corriere della sera on line

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L’università è ad un bivio

di matteo · pubblicato il 09 Gen 2009
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L’approvazione del pacchetto di riforma del sistema universitario predisposto dal Ministro Gelmini segna un passaggio positivo. Le misure pongono le basi per la modernizzazione del sistema di finanza pubblica universitaria, modificandone le regole.

Il finanziamento agli atenei viene svincolato dall’inerzia della spesa storica e del numero di studenti/docenti. S’introducono due principi importanti: la regola meritocratica secondo cui una quota, relativamente elevata e crescente nel tempo, dei trasferimenti statali sarà assegnata sulla base della qualità dei processi formativi e della produzione scientifica e una regola di rigore finanziario, che impedirà di procedere a nuove assunzioni agli atenei che superino il tetto massimo del 90% del finanziamento per le assunzioni del personale di ruolo.

S’interviene sui due snodi del finanziamento e dei costi del personale, iniziando a rendere stringenti vincoli di bilancio rimasti “soffici” per troppo tempo. Attorno al binomio responsabilità e merito s’introducono incentivi che potranno indurre le università a ricomporre la propria offerta formativa, a differenziarsi tra loro e a definire in termini rinnovati la suddivisione delle competenze tra consigli d’amministrazione e senati accademici, con la responsabilizzazione, non solo finanziaria ma anche strategica e programmatica, degli organi di governo.

Una buona legge, dunque, che merita di essere sostenuta e su cui potranno innestarsi nuovi interventi. E tuttavia l’esperienza della sanità ci dice che solo il rinnovamento degli strumenti amministrativo contabili e una forte determinazione politica protratta nel tempo potranno tradurne in pratica i principi ispiratori, ponendo davvero fine alla lunga stagione di deresponsabilizzazione di deficit spending e d’interventi ex post a ripiano da parte dello Stato.

Si tratta ora di affidare la realizzazione di principi e di obiettivi a strumenti operativi idonei. Da un lato, utilizzando per la valutazione variabili di outcome adeguate e non proxy distorsive come in passato (la performance di ricerca è stata misurata attraverso il numero dei docenti). Da un altro lato, completando il passaggio da una contabilità sostanzialmente di cassa a una contabilità di competenza, premessa necessaria per predisporre programmi pluriennali a cui ancorare il finanziamento e le valutazioni di performance e di solidità finanziaria ed economica degli atenei. Infine, è tempo di identificare l’organismo deputato a certificare i bilanci degli atenei, rendendoli comparabili e rilevando l’entità e l’evoluzione nel tempo di posizioni debitorie oggi troppo spesso non immediatamente visibili.

La legge potenzia gli interventi per la concessione di borse di studio agli studenti meritevoli e per la realizzazione di alloggi e residenze universitari per i fuori sede. È questa una linea su cui tornare in futuro, per regolare finalmente anche il lato della domanda, sostenendo la mobilità degli studenti e la competizione tra le sedi per attrarli, con ciò superando un universalismo di facciata che in realtà scarica integralmente sulle famiglie i costi dell’istruzione universitaria fuori sede.

S’introducono elementi di trasparenza e di meritocrazia nella gestione del personale docente, legando gli scatti stipendiali alla produzione scientifica e istituendo l’anagrafe nazionale dei professori e dei ricercatori, che conterrà per ciascuno l’elenco delle pubblicazioni scientifiche prodotte. Sarà importante che questa previsione non diventi un adempimento burocratico e consenta agevoli confronti attorno a indicatori di benchmark, offrendo agli studenti e alle famiglie uno strumento efficace di controllo del valore di docenti e programmi formativi.
La norma introduce poi una misura temporanea che modifica le regole di composizione delle commissioni e introduce un sistema misto di elezioni e sorteggio per la designazione dei commissari. Al termine della scorsa legislatura, il decreto mille proroghe aveva reintrodotto la regola della doppia idoneità, che facilita il raggiungimento di accordi collusivi.

È con questa regola che, in pochi mesi, sono stati banditi concorsi per 7.000 tra professori e ricercatori. Non era possibile fermare concorsi già avviati e la legge introduce una misura tampone. L’auspicio per il futuro è che l’utopia del concorso perfetto lasci il passo a soluzioni capaci di contemperare i necessari controlli di qualità con la responsabilità degli atenei nella selezione del corpo docente: abbattendo le barriere burocratiche che rendono opache le selezioni, riducendo drasticamente il numero dei raggruppamenti e delle corporazioni disciplinari (370, un numero senza uguali al mondo).

Che ne dite?

Fonte: Il Tempo

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L’istruzione universitaria si trova in momento caldo, di cambiamenti e riforme. La confusione regna e le proteste rallentano chi vuole veramente studiare, ma la svolta è ancora lontana.
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Un’indagine Eurostudent ha messo in luce come Il 72,6% degli studenti universitari abita in famiglia durante i mesi di studio.
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Salvate la scuola pubblica

di matteo · pubblicato il 12 Nov 2008
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matteo

Si apre il concorso, salvate la scuola pubblica. Il concorso fa seguito al lancio del blog Salvate la Scuola Pubblica ( www.salvatelascuolapubblica.splinder.com ) che segue tutti i movimenti spontanei e le iniziative a difesa della scuola pubblica.

Il motto è:”Stanno tentando di smantellare la scuola pubblica. Lottiamo con tutte le nostre forze per difendere uno dei baluardi della democrazia e la libertà delle menti delle future generazioni“.

Partecipate anche voi: 1) Partecipate al nostro Concorso Salvate la Scuola! 2) Inviate link a vostri filmati e articoli. 3) Segnalateci video in rete e tutto quanto può essere interessante far emergere. 4) Commentate ed esprimete le vostre opinioni su questo blog Inviate tutto a: ariapertalab@gmail.com

Voi pensate che la scuola pubblica sia in pericolo?

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Parliamo di Collegamentoneutro, il famoso portale online di consulenza di carriera, dedicato ai neolaureati e giovani manager. Il sito offre grandi metodi, opportunità e tecniche per la carriera di coloro che si affacciano al mondo del lavoro o di chi ha bisogno di dritte fondamentali.
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Continua l’infinito capitolo: riforma della scuola e proteste. Oggi il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha rilasciato delle dichiarazioni che rispecchiano il pensiero del Governo. In sintesi il pensiero è stato il seguente:” il governo intende diminuire privilegi e spese inutili nelle università, ridurre il numero dei corsi e premiare le università che gestiscono in modo intelligente le risorse”.

L’università che è in subbuglio, subirà un drastico ridimensionamento ai privilegi di chi lavora dentro la struttura scolastica e le spese verranno ridotte come i corsi, soprattutto quelli inutili.

Un’opportunità di vedere spesi meglio i soldi pubblici o una manovra per mettere in difficoltà gli operatori della scuola?

Ma questi soldi che migliorie hanno portato alle Università, se tutto va a gravare sulle tasse pagate dagli studenti, che aumentano sempre di più?

Voi tutti studenti, andate a vedere le vostre ricevute di pagamento, riguardanti le tasse universitarie e confrontatevi, mettendo in luce le voci che compongono la somma che non sono giustificate o che hanno importi eccessivi!

Studenti ed insegnanti dite la vostra.

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La Gelmini salverà la scuola

di matteo · pubblicato il 03 Nov 2008
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Cari studenti e cari professori, la riforma Gelmini sarà difficile da digerire, ma sembra avere i giusti principi per modificare gli scarsi equilibri e i grossi problemi che da decenni attanagliano la scuola.

Le proteste di questi giorni hanno mobilitato una parte politica e i baroni, che fanno guadagnare tutta la propria famiglia all’interno della scuola o veramente questi tagli creeranno problemi?

L’insegnante italiano medio, che non si aggiorna e che è seduto sul suo sapere delle scuole, che ha frequentato, si sente male quando sa di dover aggiornarsi, in modo serio e non come ha fatto fino ad oggi.

Perché molti insegnanti non vogliono muoversi e andare ad insegnare in più scuole e imparare ad usare il computer? Oggi molti non lo sanno fare e questi pretendono ancora di insegnare.

Anni fa entrarono come insegnanti nelle scuole cani e porci, anche chi non aveva la laurea. Oggi ci sono ancora quegli insegnanti arroganti che vivono del loro potere di essere dietro ad una cattedra, ma non hanno il bagaglio giusto e sufficiente per insegnare. Perché questi non devono essere licenziati come avviene in tutte le aziende private?

Veniamo all’Università. I tagli agli sprechi sono certamente giusti, i soldi che venivano elargiti in precedenza, dove andavano? Perchè l’università non fa buona ricerca? Semplicemente perchè i ricercatori hanno modi sbagliati di lavorare e i soldi a chi fa cattiva ricerca vanno tolti!

Voi che siete insegnati, ricercatori e studenti smentite queste considerazioni.

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