Un interessante post, edito da TheUniversityBlog.co.uk, ha affrontato l’annoso tema di “come dovrebbe essere intesa l’università dagli studenti?“. Per i meno ferrati con l’inglese, ho pensato di riproporre le argomentazioni che ne emergono.
Martin sostiene che l’educazione universitaria non dovrebbe mai essere vista come un’estensione del periodo delle superiori. Chiaramente, gli studenti dell’università vogliono essere adulti e godersi il più possibile la vita indipendente da controlli dei genitori ecc… Ma ci sono aree di vita “adulta”, che sono spesso ignorante:
- I piani per una carriera
- Fare scelte extra-curriculari ben focalizzate (stage, scrivere nei blog, ecc…)
- Pensare seriamente al proprio futuro
- Vedere il quadro più largo: pensando alla vita su tutti i piani, senza restare sommersi dalla singola sessione di esami
Un sondaggio di Milkround.com, prima di Natale, eseguito su un campione di studenti universitari e laureati, ha indagato sulle loro decisioni di carriera e quando (o se) essi abbiano fatto scelte solide riguardo alla propria futura vita lavorativa.
Un terzo non ha fatto scelte, mentre, buona parte di quelli che avevano preso scientemente una decisione sulla propria carriera, l’hanno presa solo verso la fine del proprio periodo all’università, o, addirittura, dopo essersi laureati.
Le variopinte scuse che vengono addotte da Noi studenti, spaziano dal “Dato che non lo fa nessuno, perché dovrei farlo io?”, al “Ho appena iniziato questo corso di laurea, ci penserò più avanti!”, ma anche “Cosa? Chi? Io? Dove?”, senza dimenticarsi del celeberrimo, e mai fuori luogo: “Beviamoci prima uno spritz!”. C’è anche chi sostiene che questo genere di pensieri siano propri di personaggi piuttosto ossessionati o con problemi o più semplicemente “secchioni”
Martin, in questo senso, sottolinea che i propri pensieri sul futuro non dovrebbero essere considerati come “ossessivi”, ma come parte integrante della nostra vita. In fondo, tutti noi abbiamo piani, ma ci vuole un po’ di impegno per farne di buoni.
Inoltre, durante una crisi economica, la competizione diventerà sempre più acuta, quindi, paga pensare e agire prima in proposito al proprio futuro lavoro. Suggerimenti utili, se non si vuole intraprendere stage impegnativi, equivalenti ai normali ritmi lavorativi, potrebbero essere:
- Impegnarsi nelle proprie nicchie di studi, gestendo un blog e seguendo i vari argomenti correlati
- Leggere riviste di settore e partecipare ad eventi
- Farsi conoscere alle persone che contano; scambiando pensieri con i professori e iniziando a formare una rete di conoscenze che, in futuro, potrebbe essere molto utile
Qualunque cosa si faccia, potrebbe facilitare il percorso lavorativo futuro.
Martin, a questo punto chiede ai propri lettori: “Ancora incerti?”, e propone alcune FAQ tipiche degli studenti:
“C’è la crisi economica. Io non so nemmeno cosa succederà domani, aspettiamo alcuni anni! Sicuramente sarà meglio aspettare e vedere cosa succede”
Più sei focalizzato, e più possibilità hai di intraprendere la strada che hai scelto, notare i gaps nel mercato, e costruire il tuo proprio portfolio per spingere il tuo brand.
“Io non so cosa voglio fare in futuro. Non ho alcun interesse.”
Chiediti perchè sei all’università. Considera cosa stai studiando e cosa ti ci porta ogni giorno. Anche se vivi solo per le notti brave e le vacanze, potresti comunque trovare degli spunti per una carriera. Se spendi gran parte della giornata giocando ai videogiochi oppure costruendo reti sociali nei locali (amicizie, conoscenze, ecc…), chiediti quanto potresti usare tutto ciò in un senso vocazionale, entrando nel settore delle Public Relations oppure ricevere uno stipendio per giocare ai videogiochi tutto il giorno!
Non bisogna poi dimenticare che ci sono moltissime possibilità là fuori, più di quante tu ne possa considerare. Leggi sugli annunci lavorativi del settore in cui hai degli hobby (se il tuo hobby è uno sport, potresti considerare i prodotti, o stili di vita che tale sport necessita! Provando ad entrare nel settore del retail o del marketing affine). Chiediti anche dove vorrai essere in futuro. Dubito che sceglieresti “la disoccupazione” come tua carriera, quindi, cosa ti piacerebbe fare?
“C’è molta competizione per fare il lavoro che vorrei. A cosa serve provare?”
Non buttarti giù. Il solo fatto di considerare la propria carriera il prima possibile, ti mette nella condizione di raggiungere ciò che desideri. Quando hai tutte le informazioni di cui hai bisogno per costruire un impressionante portfolio, potendo quindi parlare con le persone giuste, incrementi di tanto le tue possibilità di successo.
Quindi cosa aspettiamo? Ritorno al Futuro.
Doc, ok rilassati, Doc, sono io, Marty.
No, non può essere, io ti ho rimandato nel futuro!
Lo so, mi hai rimandato indietro nel futuro, ma sono tornato… sono tornato dal futuro.
Grande Giove!
Tags: futuro, Università


Tutto vero… come pensare al futuro?… boh siamo in turbolenza e quindi cambierà anche come si compete? Per ora le vecchie regole continuano a tenere, non ci speravo.
Molti manager sono finiti a friggere patatine… il posto fisso ormai c’è solo nel pubblico
Inserito il 29 Gennaio 2009 alle 22:03