Se è vero che un blog è un diario, chi più degli studenti ne utilizza uno? Blogstudenti nasce per dare agli studenti di ogni età una piattaforma comune, condivisa e condivisibile di discussione e confronto su tutti i temi che riguardano l'istruzione e la formazione. Continua..

Continuano le proteste di studenti ed insegnanti. L’approvazione del Decreto Gelmini, ha scatenato l’ira degli addetti ai lavori e soprattutto di chi usufruisce dei servizi sempre più scadenti che la scuola offre.

Il movimento studentesco che lotta contro la polizia, ci riporta al G8 di Genova, ma sembra che i più stiano lavorando per creare un’atmosfera diversa, senza scontri violenti e soprattutto inutili.

Ieri a piazza Navona, all’arrivo in piazza degli studenti del Terzo Ateneo e della Sapienza, tutti a mani alzate verso i ragazzi delle organizzazioni di destra, la tensione è salita. Poi ogni oggetto è andato bene pur di darsele di santa ragione. La polizia ha faticato, ma la tensione dei prossimi giorni porterà proteste pacifiche.

La ministra Gelmini, non si sta rendendo conto di ciò che ha scatenato e la riforma economica messa in atto, potrebbe avere anche delle fondamenta per migliorare i conti, ma siamo sicuri che sia la strada giusta per dare un’istruzione seria ed efficace?

Che ne dite? Come vorreste la vostra scuola in futuro?

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6 commenti a “La scuola nel caos. Nelle proteste la voglia di un’istruzione nuova”

1Caos ha detto:

Guarda che quelli di dx erano lì apposta, avevano perfino un “caposquadra” che gli dava gli ordini… e la polizia ha aspettato 3 minuti prima di intervenire… del resto Cossiga l’aveva detto. http://www.youtube.com/watch?v=dzSs2nCpDsw&eurl=http://www.universita.ws/forum/index.php?topic=7880.0;topicseen

Inserito il 30 Ottobre 2008 alle 15:33

2cive91 ha detto:

Sarò breve. I manifestanti che sono scesi in piazza a manifestare contro il decreto Gelmini sono stati una esigua minoranza di studenti, quasi tutti di sinistra, quindi motivati da ideologia politica.
Inoltre, non ha senso quello che fanno e dicono. Mi spiego meglio: le piazze e molte scuole sono state occuopate da studenti e professori che gridavano contro il decreto della ministro, sostenendo che prevede tagli alla scuola. Niente di più falso!!!!Basta leggerlo, il decreto, per accorgersi che non è spesa una parola riguardo a presunti tagli o licenziamenti, che infatti non ci saranno. Semmai ci sarà una razionalizzazione degli sprechi, che tuttavia non è presente nel decreto Gelmini, ma sarà probabilmente presente nella prossima finanziaria tremontiana.
Mi fanno ridere quelli che oggi hanno chiesto il referendum abrogativo. Se anche per assurdo venisse fatto, non verrebbero eliminati i tagli, che essendo presenti nella finanziaria non possono essere sottoposti a referendum (art.75 della Costituzione).
Quindi voglio dire agli studenti che manifestano: non fatevi strumentalizzare dalla sinistra, ma sostenete questo governo che cerca di eliminari gli sprechi e i privilegi di alcune caste universitarie. Inoltre, andatevi a leggere il decreto approveto ieri, e vi accorgerete che state protestando per una cosa che semplicemente non esiste.

Inserito il 30 Ottobre 2008 alle 18:12

3ITALIANIAMADRID ha detto:

Lo scenario é a dir poco allarmante. Anche quí a Madrid la protesta é viva! Date un’occhiata a questi links:

http://www.italianiamadrid.it/2008/10/30/italiani-a-madrid-contro-il-decreto-gelmini

http://forum.italianiamadrid.it/topic/proteste-riforma-gelmini/page/3#post-4518

Inserito il 31 Ottobre 2008 alle 13:01

4mikele serrotto ha detto:

E’ arrivato il momento, ragazzi, di diventare protagonisti di questa brutta storia.
La prima cosa importante da fare è avere i nervi saldi e isolare i facinorosi.
Sarebbe utile allontanare anche partiti, sindacati e tutti coloro che la scuola non la fanno.
PRIMO: creare un gruppo di studenti e docenti di tutta italia (anche via web)ed incominciare a studiare dettagliatamente la legge Gelmini-Tremonti.
Estrapolare tutto ciò che è obbiettivamente passabile. Penso al famoso grembiulino, o al sette in condotta, penso al divieto del cellulare e allo studio della costituzione italiana, obbligare il governo a prendere atto che non vi sono pregiudizi.
SECONDO: formulare una legge, una vera riforma di legge popolare da presentare al governo come controproposta attuata da docenti, rettori e studenti.
Una riforma che si ispiri ai pricipi di uno stato democratico: libertà ed indipendenza della scuola, difesa del servizio pubblico, ma che evidenzi la volontà di tagliare gli sprechi, metta al primo posto la meritocrazia ( penso per esempio al problema dei baronati e dei nepotismi) e della trasparenza nei concorsi pubblici e a nuove forme di assegnazioni dei rettorati.
TERZO: creata questa bozza di ispirazione liberale e non ideologica, pragmatica e meritocratica si dovrà iniziare a far emergere nei media italiani (cosa ardua ma non impossibile) le linee guida della controproposta mettendo l’accento sul merito e sulla volontà di tagliare sprechi e nepotismi.
QUARTO: ci sarà a quel punto chi si chiederà come finanziare tutto questo. Fossi in voi darei una sola risposta: TAGIARE I COSTI DELLA CASTA:
Penso che si dovrebbe iniziare a parlare di abolizione delle provincie e di quanto costano e di quanto siano inutili ( circa 1 miliardo di euro ved. LA CASTA ed rizzoli) e delegare i poteri alle regioni, penso all’accorpamento dei piccoli comuni, al dimezzamento di parlamentari e senatori, ad un limite nelle spese del quirinale, insomma leggete il libro. E’ tutto scritto lì, nero su bianco, con tanto di bilancio finale.
QUINTO: in questo modo la casta dovrà uscire allo scoperto e l’opposizione ovviamente non potrà fare altro che avvallare o respingere la proposta. In caso di respinta sarà chiaro la non volontà di riformare in meglio il paese. In questo caso non vorrei essere al loro posto, saranno finiti.
SESTO: tutto ciò è possibile soltanto diffondendo il più possibile le notizie attraverso la comunicazione verbale, via web, attraverso vip e famosi blog italiani.
SETTIMO: il tutto si dovrà svolgere nella più assoluta forma democratica e trasparente possibile affinchè nessuno possa strumentalizzare la cosa.
Che partino raccolte firme per abrogazione di leggi vergogna e raccolta firme per leggi popolari, tuttto, ma proprio tutto nella più assoluta forma democratica.
I nostri principi sono quelli della Costituzione Italiana non abbiamo bisogno di ideologie, ma solo di seguire le istruzioni dei nostri Padri Costituenti.

Inserito il 31 Ottobre 2008 alle 23:09

5Caos ha detto:

Come darti torto cive91 in Italia la scuola è uno spreco, si dovrebbe andare a lavorare subito dopo aver imparato a leggere e far di conto.
Parlando seriamente togliere risorse da un albero che cresce storto non può che farlo morire, non c’è nessun progetto salvo quello di trasformare le università in fondazioni e come le fondazioni bancarie si moltiplicheranno le poltrone.

Inserito il 1 Novembre 2008 alle 01:41

6Alex Benini ha detto:

@cive91
Hai ragione il decreto Gelmini non contempla l’università, ma la legge 133 (http://www.camera.it/parlam/leggi/08133l.htm) sì per cui gli studenti non sono così stolti come dici tu.

Volendo essere un po’ più costruttivi e meno legati alla fede politica personale ti/vi posso portare la mia visione dell’università da post-laureato e ex-dipendente di un lab di ricerca di una facoltà di Ingegneria.

L’università è come la descrivono sin dalle radici, sin dai concorsi per ricercatori, spesso e volentieri pilotati. Con questo non dico che entrino solo i più incapaci, anzi conosco un sacco di persone di grande capacità e competenza. Il problema è che non esiste la meritocrazia ma solo l’anzianità e ogni 10 capaci c’è solitamente il classico raccomandato o servilista che nella sua vita darà un contributo scientifico pessimo.

L’università è gestita da professori. I professori apparentemente dovrebbero saper fare sia la ricerca, sia la didattica, e sia l’amministrazione di dipartimenti e atenei; tutto questo avviene senza praticamente responsabilizzare i ruoli. Se nella ricerca è assurdo pretendere risultati (proprio perché non si è certi dei risultati) nel management e nella didattica i risultati ci dovrebbero essere. Non dico di introdurre i tornelli ma negli atenei ci sono professori che hanno 2 o 3 uffici “personali” che a volte rimangono chiusi e inutilizzati per il 70% del tempo. Un professore ordinario con un ruolo di direttore o preside ha il dovere di amministrare, e in questo caso visto che ha un ruolo di manager e uno stipendio da manager, dovrebbe anche rispondere delle proprie scelte e dei risultati ottenuti. In questo modo solo le persone adeguate e pronte si sentirebbero di ricoprire questo ruolo a tutto vantaggio della cosa pubblica. Allo stesso modo gli stessi favoriscono (quando l’etica e la morale risultano assenti) quei dottorandi che sbrigano le faccende burocratiche per loro e che spesso non hanno e non maturano doti di ricerca. Questi diventano ricercatori prima di gente che “schifati” se ne scappano altrove.

Per responsabilizzare come manager chi gestisce l’università serve un organo di valutazione. Anche questo potrebbe avere problemi ma è sempre meglio che niente!

Tagliare soldi all’università senza valutare l’operato NON HA SENSO!! …chi comanda sono gli stessi di prima…
Pensate che il professore ordinario si priverà del monitor da 23 pollici per mancanza di fondi?
Quei dottorandi che non hanno capacità resteranno a servire i capi pur di avere un posto per loro!
Gli altri preparati invece avranno proposte e prospettive più allettanti fuori per cui l’università pubblica si impoverirà di cultura!

Dico la mia: Tagliare fondi va benissimo (sono troppo pochi) ma andrebbero destinati in blocco ad un organo di valutazione trasparente, che responsabilizzi gli amministratori. Trasformare le università in fondazioni serve solo ad alzare le rette!

Gli studenti in piazza sono strumentalizzati non perchè stupidi ma perchè da studente non ci si rende conto veramente della situazione.
Se proprio volete (e dovete) protestare fatelo per ottenere un organismo di valutazione che responsabilizzi chi amministra… e basta con questa logica della destra e della sinistra, il problema c’è e si vede, tagliare fondi alla ricerca senza una riforma strutturale è pura follia. La fede politica non c’entra niente, non è una partita di calcio, è il futuro del paese!

Inserito il 3 Novembre 2008 alle 11:25

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