A proposito della polemica scatenata dai Media sulla vicenda dell’invito del Papa alla Sapienza vorrei proporvi un punto di vista di una studentessa che mi è arrivato tramite mail, naturalmente aspetto anche punti di vista divergenti per vederci più a fondo a riguardo…
La mail è questa:
A proposito di tolleranza
Premetto che non ho partecipato alle manifestazioni che si sono svolte in questi giorni alla sapienza ma, alla luce delle reazioni da parte del mondo politico, religioso, giornalistico e accademico (nella sua maggioranza), mi dispiace. Mi dispiace non aver partecipato per dare una voce in più a quel gruppo di liberi cittadini che si sono visti rinfacciare l’ uso del loro diritto di dissentire e che oggi vengono etichettati all’ unanimità con aggettivi come “intolleranti”. Intollerante non è chi esprime il proprio dissenso. Dissentire è una conseguenza del pensare. Basta un minimo di onestà intellettuale per sapere che non si sarebbe alzato tutto questo polverone se l’ ospite contestato fosse stato un altro, chiunque altro. Anche perché, in misura diversa, tutti gli intellettuali e politici del mondo vengono contestati da gruppi più o meno grandi di persone, e semmai è preoccupante quando questo non avviene (come nelle dittature)! Quando, l’ anno scorso, venne il presidente degli Stati Uniti (invitato da un governo eletto democraticamente), ci furono ben due manifestazioni che criticavano quella visita, e ci fu chi criticava quelli che criticavano e chi invece li appoggiava… una cosa normale insomma, e giusta (perché è anche giusto criticare chi critica, quello che non è giusto è “lapidarlo”!). Quello che sta succedendo ora è qualcosa di molto grave: “potete criticare tutti, tranne il papa”. Questo è comprensibile per un cattolico, quando il papa parla “ex cathedra”, ma non è accettabile per un cittadino laico (cattolico o ateo che sia) che si vede negato il diritto di esprimere la propria opinione quando questa vada ad “offendere” un personaggio pubblico che ha un ruolo nella politica mondiale e in particolare in quella nazionale. E non ci si può bendare gli occhi dicendo che non aveva senso contestare l’ intervento del papa prima ancora di sentirlo, è evidente che la critica era rivolta a quello che il papa rappresenta oggi in Italia, e non a quello che avrebbe detto quel giorno. E questo lo dico per rispondere a quelli che, superficialmente, dicono “se fosse venuto il Dalai Lama nessuno avrebbe protestato”, certo che nessuno avrebbe protestato, il Dalai Lama non “consiglia” la revisione della legge 194 ne tanto meno “suggerisce” cosa fare il giorno di un referendum…che poi, per quanto mi riguarda, quelli che hanno un problema sono i nostri politici e non il papa (e per questo non ho partecipato alla manifestazione). Ma cosa hanno fatto i nostri politici di fronte a questa situazione? Avrebbero potuto fare un po’ di sana autocritica e invece hanno scelto la via più facile: si sono schierati in difesa… in difesa di cosa? in difesa del diritto del papa di non essere oggetto di critica, rendendo in questo modo ancora più evidente la perdita di laicità e di autonomia della politica: perché ci sono cose su cui non si discute, persone “intoccabili”, al di sopra dello Stato e dei cittadini. Per questo mi dispiace non esserci stata.
A proposito di tolleranza, dispiace inoltre dover constatare che anche le voci di alcuni cattolici fuori dal coro non vengano ascoltate, di quelli cioè che ritengono che il rifiuto dell’ invito da parte del papa non sia degno del suo ruolo (in fondo si è fatto “spaventare” da un piccolo gruppo di studenti e professori che comunque in nessun momento hanno minacciato di ledere la sua persona fisica). In effetti che il papa abbia bisogno della “solidarietà e dell’ appoggio” di chi che sia più che altro mi fa sorridere, oggi ha più forza che negli ultimi 40 anni e se qualcuno ha impedito a qualcun’ altro di parlare quello è stato il rettore negando agli studenti la possibilità di manifestare all’interno della città universitaria (che quel giorno più che un’ università sembrava un penitenziario), il papa HA RIFIUTATO l’ invito, e da una settimana gli dedichiamo prime pagine di quotidiani nazionali e telegiornali interi… è curioso che qualcuno si preoccupi del suo diritto ad essere ascoltato.
In ultimo denuncio il silenzio che ha accompagnato gli atti di vandalismo compiuti ai danni delle aule autogestite dai collettivi studenteschi che hanno partecipato alle proteste, con evidente intento intimidatorio. Spero solo che questo silenzio omertoso, che vede di nuovo protagonista (passivo) il nostro rettore, non venga interpretato dai vigliacchi e impuniti autori di queste azioni come un via libera per ulteriori atti, questi sì, di vera intolleranza.
Buona domenica.
Giulia la Martire
Adesso aspetto vostre opinioni in merito…la vicenda deve essere chiarita!
Ciao
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