Molti non ne sono consci, ma chi frequenta le scuole superiori o ha figli che si accingono a terminare il proprio percorso di studi ne è in realtà consapevoli: siamo vicini al periodo delle pre-iscrizioni all’università, una scelta importante per molti. Sicuramente non si tratta di un vincolo matrimoniale ma è di certo una promessa che molti fanno più a sé stessi che all’ateneo cui si preiscrivono, è però tutt’altro che semplice riuscire a scegliere in maniera sensata l’università che fa al caso nostro.
Spesso le scuole superiori si prodigano per portare gli studenti in visita alle varie università, università che a loro volta sgomitano per accaparrarsi quelli che sono nè più nè meno che clienti per strutture sempre sottofinanziate. Forti dell’unico momento in cui si ha il coltello dalla parte del manico, è bene riflettere sulla struttura da scegliere, cercando di equilibrare i moltissimi fattori che concorrono al successo nel percorso che porta al conseguimento della laurea. La riflessione va divisa in due grandi ambiti, quello concettuale-tematico e quello pratico-operativo: sostanzialmente la scelta va fatta sul tema che si intende studiare per 5 anni e solo successivamente vanno affrontati i problemi legati alla distanza con la facoltà e alle condizioni operative necessarie. La prima domanda da farsi è: cosa voglio fare da grande? Moltissimi, compreso chi scrive, di questi tempi dicevano “farò ingegneria o giurisprudenza o economia”, che col senno di poi significa lavorare in cantiere, in ufficio o in tribunale (estremizzando)… e non è proprio la stessa cosa.. Se una persona si vede in un futuro a contatto con altri esseri umani potrà indirizzarsi verso lauree che sviluppino le relazioni o la comunicazione, se invece si preferisce lasciare ai numeri il proprio destino di certo un indirizzo con pochi dubbi è quello che porta alle università scientifiche. Sono quindi le passioni il primo fattore da analizzare. Se seguire le passioni è un consiglio valido, è bene anche stare attenti a lauree un pò troppo fantasiose che stanno nascendo, sempre estremizzando “erboristeria orientale” è un pò meno forte come laurea rispetto alle classiche economie aziendali quindi se c’è incertezza meglio puntare su lauree forti per poi specializzarsi (forse più che erboristeria è meglio inizialmente scegliere scienze naturali, per poi vedere come va, a meno che la citata passione non sia un sogno da tempi remoti.. allora è giusto seguire l’istinto). Dopo le passioni non possono non essere citate le attitudini, ci sono persone molto brave in alcune materie piuttosto che in altre e la cosa è fisiologica, anche la nostra memoria ci caratterizza e ci porta a essere dei geni della matematica oppure negati coi numeri. Attitudini e scuole di provenienza (ho fatto ragioneria, non potrò mai fare l’ingegnere!) devono essere dei cartelli stradali di attenzione ma non di divieto, magari il percorso sarà più complesso ma con l’impegno si arriva, anche a laurearsi in matematica partendo dal liceo classico. Lasciando alla prossima puntata il diverbio tra università pubblica e privata chiudiamo con la logistica: se l’università è lontana da casa non è per forza inavvicinabile, è bene valutare le possibilità ma non farsi spaventare da un’ora di treno, in treno si fanno tante cose… poi è sempre possibile trovare “un buco” in città dividendo le spese con qualche amico per vivere a pieno la vita universitaria.
Concludendo, per scegliere la cosa migliore è pensarsi tra 5 anni: cosa voglio diventare? L’università è un mezzo, non un fine
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